Hot Spot fotovoltaico

Un Hot Spot si sviluppa quando una cella della stringa ha corrente molto più bassa delle altre. Questo problema può essere dovuto a vari fattori.

Nel caso più semplice la cella dove si sviluppa l’hot spot è in ombra. Accade così che tutta l’energia prodotta dalle celle funzionanti venga dissipata dalla cella in ombra, provocando un surriscaldamento elevato in un’area ridotta, da cui il nome di Hot Spot.

Oltre al caso dell’ombreggiamento localizzato, anche dovuto a sporcizia come foglie o deiezioni di uccelli – da qui l’utilità di controllare e lavare almeno una volta l’anno i moduli fotovoltaici – l’hot spot può svilupparsi in caso di rottura meccanica della cella, di rottura della saldatura o di elevato mismatch in corrente.
Il problema si può rilevare con una camera ad infrarossi e normalmente è ben visibile con un’attenta ispezione a vista. Rispetto al resto del modulo la differenza di temperatura è infatti superiore ai 15/20°C. D’altro canto, piccole differenze di temperatura sono naturalmente presenti sul modulo: è per esempio più alta in prossimità della junction box e più bassa attorno al bordo del pannello.
L’hot spot all’interno della cella colpita, tende a svilupparsi sul perimetro della cella o sui punti di saldatura.
Se invece l’hot spot si sviluppa dalla junction box, l’origine è di solito legata al malfunzionamento di uno dei diodi di bypass oppure alle saldature dei ribbon in uscita.

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